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chi sono

La mia storia inizia con un grande desiderio di mettermi al servizio degli altri

che mi ha spinta a iscrivermi a Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione presso l’Ateneo IUSTO dove mi sono laureata nel 2020 con una tesi dal titolo “Neuromarketing. Una prospettiva integrata tra neuroscienze e biopolitica”. 

Oggi mi accorgo che probabilmente la vera ragione della scelta risiedeva in un disperato bisogno di conoscere e comprendere meglio me stessa. Di aiutarmi. Perché, in effetti, la scelta della facoltà non è stata propriamente risoluta (ma di questo avrò modo di raccontarti con il tempo). Fatto sta che scelsi Psicologia, o forse, che Psicologia scelse me.

Ho proseguito gli studi magistrali presso il medesimo Ateneo concludendoli con una tesi volta a proporre una leadership del futuro in chiave spirituale, partendo dai modelli e dalle nuove forme di organizzazione del lavoro post-pandemia.

Ma il mio rapporto con la Psicologia ha per un certo periodo cambiato rotta. Non me ne sentivo all’altezza.

Così, un po’ “per caso”, nel 2022 ho intrapreso un percorso parallelo divenendo Istruttrice di Yoga Giapponese, per poi frequentare un anno di Life Coaching ad approccio immaginale.
Ho avuto la fortuna di formarmi  presso l’Imaginal Academy di Selene Calloni Williams dove,
nel 2024 ho completato anche un master in Yoga Sciamanico e Integrale.

L’ho fatto più per me che per una questione professionale. Così come mi era successo con la scelta di Psicologia, sentivo la necessità di uno strumento per aiutare me stessa e questa volta era la parte più sotterranea, dimenticata e oscura di me ad aver bisogno di essere sconquassata.

ME NE SONO INNAMORATA

Oggi, avendo maturato doti e qualità affini e desiderando ampliare le mie possibilità di servizio alla persona, ho deciso di riprendere la via della Psicologia.

Così ho iniziato il Tirocinio Professionalizzante presso lo Studio di Psicodramma di Torino in preparazione alla Prova Pratico Valutativa e alla conseguente iscrizione all’Albo A degli Psicologi.

Non solo… con mia grande sorpresa (presto conoscerai la mia indole dubbiosa) ho anche deciso di proseguire presso la stessa sede con la Scuola di specializzazione in psicoterapia.

Già quando ero molto piccola, il bello mi richiamava a sé come una calamita ed io, in qualche modo, ero il magnete che non poteva far altro che avvinghiarvisiNotavo con commozione eloquente la meraviglia in ciò che gli altri sdegnavano o guardavano con approssimazione e frettolosità. 
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LA BELLEZZA

Da sempre amo sperimentare con la creatività a 360°: dal movimento corporeo, all’espressione mediante la scrittura, agli accostamenti insoliti in cucina, fino all’incontro con l’altro, sia questo una persona, un luogo o un libro.

Non finisce mai di stupirmi come, d’un tratto, nel 2017 io sia piombata in un profondo e angusto baratro costellato di vissuti di depressione, disturbi dell’alimentazione, isolamento, vergogna e angoscia.
Proprio ciò che mi contraddistingueva si era improvvisamente sciolto in un’aridità e in una paura cristallizzate che mi impedivano qualsiasi movimento interiore ed esteriore.

La mia Missione?

Qual è la cifra unica che mi distingue da tutti gli altri, quella nota fuori dal coro che è mio compito mettere al servizio?


Metaxù

 

Essere la cerniera, il collante, il ponte che unisce due estremi che sono le due facce della stessa medaglia. Il metaxù, visto che è una parola chiave da queste parti.

La mia missione è proprio quella di scoprire, approfondire e sperimentare modalità per attraversare e riattraversare questo ponte. Sostare nel metaxù, nello spazio non-spazio, nel tempo a-temporale quale terra di confine tra il percepito e il vissuto, tra il detto e il non-detto, tra il visibile e l’invisibile. Nell’orizzonte degli eventi, per dirlo con la fisica quantistica. E, così, accompagnare con cautela e profonda sacralità le persone in questa landa tortuosa e misteriosa, a mano a mano che anch’io sarò divenuta più esperta.

Lo faccio integrando ciò che sono e il modo in cui questo auto-percepito “io sono” ama manifestarsi, con la sua meravigliosa incostanza, con il suo andirivieni di paure, con quell’aspirazione ad emergere che sin dagli albori si è strozzata da sola.

POESIE; LIBRI; FILOSOFIA; ANTROPOLOGIA.

MOVIMENTO CONSAPEVOLE; NUTRIMENTO.

PSICOLOGIA DEL PROFONDO; SCAMBI FECONDI; INCONTRO.

IN-CONTRO

Due forze (tu ed io) di cui almeno una si muove verso l’altra (le va “contro”) e che, ad ogni modo, sono rivolte l’una verso l’altra. Non cozzano. Convergono in una dimensione comune dove sostano per un certo arco temporale. Un movimento che sa di contatto, di confronto, di condivisione.

l'ape

di cui il mio logo reca la forma, rimanda ad un’ampia gamma di valenze simboliche afferenti ad ambiti quali la mitologia, la religione e l’esoterismo

L’ape richiama, per come trascorre la propria esistenza, l’operosità.
Essa produce il miele il quale simboleggia abbondanza e ricchezza, ma è anche ciò da cui si ricavava l’ambrosia (la bevanda che solo gli dei immortali potevano bere).
Le api comunicano mediante vere e proprie danze, differenti a seconda del loro intento, e sono molto sensibili al suono, sicché erano ritenute dagli antichi Greci le messaggere delle Muse.
Non da ultimo, per via della loro tendenza a scomparire nei mesi freddi e ricomparire al primo tiepido sole primaverile, esse divengono il simbolo per eccellenza della rigenerazione, di quel ciclo continuo e costante di morte e rinascita, così come di resurrezione, cui rimandano molteplici miti della cultura greco-egizia.  

Insomma, oltre ad essere stata l’insetto che più di tutti mi terrorizzava al punto da portarmi a urlare e fuggire e poi, dopo quella prima visita di riconciliazione nel 2022, lo stesso che ogni estate viene a poggiarsi sulla mia coscia mentre medito, l’ape incarna molto di quello che sono e che vorrei portare a voi.

Inutile, infine, aggiungere che nella tradizione alchemica, l’alveare è il simbolo della materia prima, quella materia rinvenibile ovunque e che tutti disdegnano ritenendola inutile e che invece, a mezzo del processo di trasmutazione, può essere trasformata nella preziosa Pietra Filosofale.

E che cos’è il cammino psicologico, poetico, artistico, erotico attraverso il metaxù se non un continuo processo alchemico trasvalutativo?